Memoria e lotta alla mafia, l'Ordine al Premio Della Volpe

Memoria e lotta alla mafia, l'Ordine al Premio Della Volpe

L'Ordine dei giornalisti Sicilia, rappresentato dal presidente Roberto Gueli, ha partecipato questa mattina alla premiazione della VI edizione del concorso giornalistico Santo Della Volpe, riservato alle scuole e promosso oltre che dall'Ordine, dal Comune di Erice, Libera, Fnsi, Usigrai, Articolo 21, Liberainformazione. La cerimonia, all'Aula magna del Polo universitario di Trapani, si è svolta nell'ambito di "Non ti scordar di me", settimana della memoria nel ricordo di Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore Asta, vittime della strage mafiosa di Pizzolungo del 2 aprile 1985. 
Agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Trapani era stato chiesto di elaborare un testo nella forma di articolo giornalistico con la seguente traccia: «Terramia. L'altro contagio, quello delle mafie. "Una variante che, come quella del virus - scrive don Luigi Ciotti - provoca malattia e morte sociale indebolendo la democrazia e ostacolando il cambiamento". Dallo scritto del 1838 del procuratore del Re a Trapani, Pietro Calà Ulloa, al delitto di 100 anni addietro del sindaco del Comune di Monte San Giuliano (che poi divenne Comune di Erice) Sebastiano Bonfiglio. Dalla strage di Pizzolungo del 1985 alle stragi di 30 anni addietro. La mafia borghese di oggi che vive con la corruzione. Raccontiamo per non abbassare la guardia senza dimenticare i successi dell'antimafia giudiziaria e sociale senza timore di offendere o perdere la nostra memoria tragica».

A vincere il concorso l'elaborato dal titolo "Cara Sicilia..." presentato da Maria Sofia Tartamella, studentessa della classe III A dell'Istituto Rosina Salvo di Trapani (insegnante referente prof.ssa Maria Sanclemente).
«Sei piena di luce mia cara terra... - è un passaggio dello scritto di Maria Sofia Tartamella - Ma sei piena anche di tante ombre. Sei ricolma di omertà, del sangue degli uomini giusti che si sono battuti contro un grande virus, molto potente, che si sparge a macchia d’olio semplicemente chiudendo gli occhi davanti all’illegalità e all’ingiustizia. E noi ogni volta che dimentichiamo ciò che grandi uomini hanno fatto, consapevoli che erano già dei morti che camminavano, non gli rendiamo onore e riconoscenza e non ripercorriamo il loro modello (...) Terramia voglio lottare affinché tu sia tutta luce e niente ombre...».

Nella foto un momento della cerimonia di premiazione.